🚨🇺🇸 LA FED È NELLA PEGGIORE SITUAZIONE POSSIBILE 🇺🇸🚨
I nuovi dati sull’inflazione statunitense hanno messo la Federal Reserve in una trappola senza via d’uscita.
L’indice dei prezzi al consumo (CPI) negli USA è balzato al 3,3%, il livello più alto dal maggio 2024, mentre il Core CPI è salito al 2,6%, massimo del 2026.
È il primo segnale forte di un’inflazione che torna a scaldarsi, nonostante mesi di stretta monetaria.
Il mercato ora non crede più ai tagli dei tassi previsti per quest’anno: le probabilità che la Fed possa allentare la politica monetaria sono praticamente svanite.
Ma il vero problema è che non è solo l’inflazione a preoccupare.
La crescita del PIL americano sta rallentando bruscamente, la disoccupazione aumenta e i mercati del credito privato mostrano segni di fragilità. Anche il settore immobiliare, già sotto pressione, sembra sull’orlo di una crisi.
La Fed ha due obiettivi fondamentali: inflazione al 2% e disoccupazione al 4%. Oggi entrambi gli indicatori si stanno muovendo nella direzione sbagliata.
Se la banca centrale tenta di salvare l’economia tagliando i tassi, rischia di alimentare ancora i prezzi.
Se invece resta ferma per frenare l’inflazione, il rischio è una recessione profonda.
E la situazione geopolitica peggiora tutto: la chiusura dello Stretto di Hormuz minaccia nuovi shock energetici.
Questa volta la Fed potrebbe non avere strumenti per intervenire — e limitarsi a guardare l’economia americana scivolare nella peggior crisi degli ultimi decenni.
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