đ·đșđ„LA RUSSIA STA VENDENDO IL SUO ORO PER FINANZIARE LA GUERRA đ„đ·đș
La Russia ha venduto oltre il 71% delle riserve dâoro del Fondo Sovrano Nazionale (NWF), la sua principale riserva di emergenza, per coprire le spese belliche.
Questo fondo nasce per sostenere il bilancio statale nei momenti in cui le entrate petrolifere calano o la spesa pubblica esplode.
Prima della guerra conteneva piĂč di 113 miliardi di dollari in asset liquidi; oggi ne restano circa 50.
In pratica, oltre metĂ del cuscinetto finanziario russo Ăš giĂ evaporata.
Parallelamente, il bilancio militare ha ormai superato le entrate complessive di petrolio e gas.
Per decenni, il settore energetico ha mantenuto a galla lâeconomia russa.
Ora la guerra costa piĂč di quanto lâenergia riesca a generare.
Le entrate da idrocarburi sono crollate: -22% nel 2025 rispetto allâanno precedente, con un -34% solo a novembre.
Gli sconti forzati sul greggio russo aumentano, mentre le sanzioni complicano logistica e pagamenti.
Il risultato Ăš un deficit esploso da 1,2 a 5,7 trilioni di rubli in un anno: cinque volte piĂč del previsto.
Se il ritmo di spesa dovesse continuare, gli economisti stimano che la parte liquida del fondo si esaurirĂ entro la metĂ del 2026.
A quel punto Mosca avrĂ solo quattro opzioni: tagliare la spesa militare, stampare moneta con conseguente inflazione, aumentare le tasse e rischiare la recessione, oppure indebitarsi ulteriormente, alzando i costi degli interessi.
La Russia resta isolata, ma controlla ancora risorse strategiche globali â dallâuranio al grano, dai fertilizzanti al palladio.
Per il mondo, il pericolo non Ăš la crisi finanziaria russa, ma le scosse di offerta che potrebbe innescare.
#GOLD #russia #breakingnews
La Russia ha venduto oltre il 71% delle riserve dâoro del Fondo Sovrano Nazionale (NWF), la sua principale riserva di emergenza, per coprire le spese belliche.
Questo fondo nasce per sostenere il bilancio statale nei momenti in cui le entrate petrolifere calano o la spesa pubblica esplode.
Prima della guerra conteneva piĂč di 113 miliardi di dollari in asset liquidi; oggi ne restano circa 50.
In pratica, oltre metĂ del cuscinetto finanziario russo Ăš giĂ evaporata.
Parallelamente, il bilancio militare ha ormai superato le entrate complessive di petrolio e gas.
Per decenni, il settore energetico ha mantenuto a galla lâeconomia russa.
Ora la guerra costa piĂč di quanto lâenergia riesca a generare.
Le entrate da idrocarburi sono crollate: -22% nel 2025 rispetto allâanno precedente, con un -34% solo a novembre.
Gli sconti forzati sul greggio russo aumentano, mentre le sanzioni complicano logistica e pagamenti.
Il risultato Ăš un deficit esploso da 1,2 a 5,7 trilioni di rubli in un anno: cinque volte piĂč del previsto.
Se il ritmo di spesa dovesse continuare, gli economisti stimano che la parte liquida del fondo si esaurirĂ entro la metĂ del 2026.
A quel punto Mosca avrĂ solo quattro opzioni: tagliare la spesa militare, stampare moneta con conseguente inflazione, aumentare le tasse e rischiare la recessione, oppure indebitarsi ulteriormente, alzando i costi degli interessi.
La Russia resta isolata, ma controlla ancora risorse strategiche globali â dallâuranio al grano, dai fertilizzanti al palladio.
Per il mondo, il pericolo non Ăš la crisi finanziaria russa, ma le scosse di offerta che potrebbe innescare.
#GOLD #russia #breakingnews
